Non appartengo a nessuno – racconto storie che non piacciono. Non fanno like.
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Abito le periferie digitali. Le mie storie sono marginali, sono detriti di ciò che resta.
Faccio alcune cose. Alcune interessanti, altre meno. Se ti interessa quello che faccio per lavoro, o per passione, puoi trovarlo su iu4tpi.it. Ma qui è diverso. Qui racconto storie. Non storie mainstream, né contenuti ottimizzati per i social. Racconto quello che mi colpisce, quello che resta. Per questo motivo, questa pagina — chiamatela blog, diario o spazio marginale — non è pensata per chi scorre. È fatta per chi si ferma. Per chi ha ancora voglia di leggere.
Questa pagina non è parte di una rete. Non segue una logica di appartenenza. Non si iscrive in una prosecuzione sociale. Non è elencata da nessuna parte - e se lo è, non è per mia volontà. È un frammento disperso. Un relitto in un oceano troppo vasto e devastato per suscitare ancora interesse. Non c’è una ragione precisa per scrivere storie. Per raccontare la voce degli altri, ora, in un’epoca in cui leggere sembra non interessare più a nessuno. Ma proprio per questo, scrivere diventa un atto residuo. Residuo e necessario. Non per essere letto. Ma per restare.
Non competenze. Ma cose che vivono, che ritornano.
Racconti brevi, frammenti notturni, detriti di viaggio che resistono.
Segnalazioni, aggiornamenti e frammenti dal mondo reale.
Non ha ancora un nome - non gliel’ho dato, non del tutto - ma la prima striscia di fumetti è online, qui sul sito. È una storia a cui tengo molto, anche per la dedica implicita che porta con sé: racconta di tre ragazzini che vivono in una città martoriata dai bombardamenti. Potrebbe essere Gaza, Kiev, o una qualunque città siriana. Non viene mai nominata, ma alcuni dettagli disseminati nella tavola lasciano intuire dove siamo.
A mio parere è una buona partenza. Poi, certo, i gusti sono sempre personali - e devono restare tali. Non so dove finisca questa storia.
Forse non finisce affatto. Non tutto ha bisogno di una destinazione. Nella mia vita, per quanti posti io abbia visto, per quanti ancora potrei vederne, per quante persone abbia incrociato lungo il mio percorso,
Una cosa sola mi è chiara:mperché in nessuno ritroverai chi conoscevi una volta. eppure, in ogni luogo puoi incontrare qualcuno che non avevi mai incrociato prima.
Non cerco lavori. Cerco connessioni. Se qualcosa di questo spazio ti ha colpito, puoi scrivermi.